Trattamento laser miopia

Essere miopi significa avere occhi troppo grandi che non riescono a focalizzare le immagini Miopia davanti alla retina. La miopia inizia soprattutto in età scolare e tende a stabilizzarsi al termine dello sviluppo corporeo tra i 16 ed i 18 anni, e quindi si può prendere in considerazione, per miopie tra 1 e 12 diottrie, il trattamento mediante laser ed eccimeri. Considerando che l’occhio miope è un occhio troppo lungo, il trattamento consiste nell’appiattire la cornea, che è la lente più esterna dell’occhio ed è mediamente spessa tra i 500 ed i 600 micron. di alcuni millesimi di millimetro (8 micron per ogni diottria). La cornea così assottigliata dal laser diventa meno convergente, e riesce quindi a focalizzare le immagini anzichè davanti alla retina sulla retina, consentendo così una buona visione.

I dati relativi all’occhio da trattare vengono impostati su computer da un tecnico informatico, che affianca l’oculista, e tengono conto anche dell’età del paziente, perché a 18 anni il trattamento viene leggermente accentuato, così da neutralizzare eventuali, anche se inattese, variazioni future della miopia, e con il vantaggio di ottenere quella che si chiama la “super vista” essendo stato lievemente ipermetropizzato. MiopiaDopo aver instillato qualche goccia di collirio anestetico nell’occhio, si posiziona un piccolo divaricatore per impedire la chiusura palpebrale. Il paziente, disteso sul lettino, è invitato a fissare una lucina rossa intermittente, che proviene dal tubo che emette il fascio laser (invisibile) in modo che l’occhio non si muova, ma anche se si muovesse durante il trattamento non succederebbe nulla, perché i laser di ultima generazione sono dotati di un sistema automatico che segue i movimenti dell’occhio (Eye-tracker dinamico). Quindi si procede rimodellando la lente dell’occhio, che si chiama cornea, con un fascio laser (radiazione ultravioletta ad alta intensità), che agisce come una lucidatrice e quindi non può creare danni ai tessuti sottostanti, perchè la cornea è la parte più superficiale ed esterna dell’occhio. Quindi un occhio non può assolutamente essere accecato da un trattamento laser perchè dovrebbe agire sulla retina, che è una membrana che dista 2,5 cm di distanza dalla cornea, perchè ciò avvenga. E’ come se un graffio superficiale della pelle potesse creare un danno ad un organo interno.. Tutto ciò è assolutamente indolore e dura dai 20 ai 40 secondi! Infine si applica sulla cornea una lente a contatto morbida neutra, per proteggere il nuovo epitelio corneale, che si riformerà nel giro di 4-6 giorni. Ci aspettiamo una perfetta riepitelizzazione esattamente come quando ci facciamo un piccolo graffio, le cui tracce scompaiono nel giro di qualche giorno: la cornea e la pelle infatti hanno la stessa derivazione embriogenetica e si comportano quindi allo stesso modo. La lente a contatto verrà rimossa dopo 4-5 giorni. Appena scesi dal lettino si vede già abbastanza bene, tanto che alcuni tornano a casa guidando l’automobile o la moto, e il paziente può quindi riprendere l’attività lavorativa 6-7 giorni dopo…

Ma che cosa succederà dopo 10 – 20 anni dall’intervento? Miopia dopoAssolutamente nulla. La situazione si stabilizza entro 6 mesi dal trattamento e anche per chi in futuro dovesse essere sottoposto ad intervento di cataratta o glaucoma, non c’è alcun problema.

E se rimanesse un difetto visivo dopo l’intervento, cosa si può fare?

In questo caso si può ritoccare con il laser anche più di una volta ed è possibile comunque correggere il residuo difetto visivo con occhiali o lenti a contatto, di modesta gradazione.

Che cosa succederà quando un miope trattato con il laser diventerà presbite?

Dovrebbe mettersi in teoria un paio di occhiali per leggere, come tutte le persone normali che non hanno eseguito alcun intervento laser, ma alcuni tipi di laser producono un effetto multifocale sulla cornea per cui oltre a eliminare la miopia  permettono una buona visione per lontano. Il paziente riuscirà a vedere abbastanza bene da vicino anche a 45-50 anni.senza alcun occhiale, che è invece indispensabile a chi non è stato sottoposto a trattamento laser.

Ad un miope che abbia più di 45 anni si consiglia questo trattamento?

Riferendoci a quanto detto sopra, per i pazienti che non vogliono mettere neppure l’occhiale per vicino dopo i 50 anni si può eseguire un trattamento differenziato, eliminando totalmente la miopia (con o senza astigmatismo) da un occhio e lasciando all’incirca una diottria di miopia sull’altro occhio, ciò che permette quindi un’ottima visione per lontano e una soddisfacente visione con l’altro occhio per vicino, consentendo così di uscire di casa senza alcun occhiale e potendo conseguire la patente di guida senza l’obbligo di lenti.

Ad un miope oltre i 60 anni con opacità del cristallino cosa si consiglia?

Se il paziente è affetto da miopia o ipermetropia e presenta già opacità del cristallino ( inizio cataratta ) è consigliabile non eseguire il trattamento laser, ma un altro tipo di intervento a scopo refrattivo, che consiste nella sostituzione del cristallino stesso con una lente trasparente (all’interno dell’occhio è presente dietro l’iride il cristallino, lente che ha la funzione di focalizzare i raggi visivi sulla retina). Si calcolano le diottrie della nuova lente che sono necessarie per ottenere una perfetta visione da lontano. Questo intervento consiste in un’anestesia preventiva con poche gocce di collirio anestetico o con una micro iniezione di anestetico locale per immobilizzare l’occhio. Si pratica sotto microscopio operatorio un’incisione corneale di 2 mm. per permettere il passaggio di una sonda ad ultrasuoni (conosciuta anche come metodo laser) che permette la frammentazione e l’aspirazione del cristallino stesso, dopodichè si inserisce al suo posto con una micro siringa la piccola lente che sostituisce il cristallino opacato. L’intervento è totalmente indolore e dura all’incirca 10-12 minuti. Non c’è bisogno di ricovero, il paziente 20 minuti dopo l’intervento può andarsene a casa , e dopo 2-3 giorni può guidare l’automobile. Metterà poi un paio di occhiali per leggere. E’ altresì possibile per miopie molto elevate anche in persone giovani con il cristallino trasparente sostituire il cristallino o inserire un’altra lente intraoculare a seconda della conformazione dell’occhio.

Miopia Scan

Che cosa sono i ritocchi?

Alcuni pazienti talvolta hanno dovuto essere sottoposti a distanza di tempo ad un ritocco. Ogni oculista ha la sua casistica, ma è certo che il risultato dipende soprattutto dall’esperienza dell’oculista, dagli strumenti diagnostici che usa, e dal tipo di laser utilizzato. Quindi il miglior chirurgo virtuale è quello che non fa ritocchi.

Il trattamento si può eseguire anche in pazienti affetti da miopia con astigmatismo, oppure solo da astigmatismo e da ipermetropia con o senza astigmatismo. L’oculista, considerando che esistono severe controindicazioni, deve valutare il test della lacrimazione , la pressione oculare , e per misurare lo spessore, la regolarità della superficie corneale e il diametro della pupilla al buio, si utilizza l’ Orbscan, uno strumento fondamentale per non commettere errori, che solo pochi centri oculistici posseggono.

Il successo e l’apprezzamento di questi trattamenti sono dovuti prima di tutto al notevole miglioramento visivo che si ottiene rispetto al miglior paio di occhiali e come effetto collaterale anche all ‘effetto lifting,  gradito agli ultra quarantenni perchè non essendo più costretti a contrarre i muscoli palpebrali, perioculari e frontali per vedere meglio, specialmente miopi e astigmatici, vedranno appianarsi inestetiche rughe con un apprezzabile ringiovanimento del viso.

Nei casi di notevole differenza visiva tra un occhio e l’altro spesso l’unica possibilità per conseguire la patente è il trattamento laser, poiché la legge non consente di utilizzare nella guida differenze di correzione ottica tra un occhio e l’altro superiori alle 3 diottrie.

Di fondamentale importanza dopo il trattamento laser sono i controlli che vanno effettuati il 1°, 3°, 6° e 30° giorno, poi altri 3 controlli nei primi 6 mesi. Parecchie persone che hanno eseguito il trattamento laser all’estero o lontani dalla loro residenza, non si sono più fatte controllare dall’oculista, che deve valutare la trasparenza corneale e la pressione oculare , e talvolta hanno dovuto rifare l’intervento, perché sono sopravvenute complicanze. Ogni caso è diverso, e diversa quindi è la terapia a base di colliri che si deve seguire.