Trattamento laser ipermetropia

In che cosa consiste il trattamento laser della ipermetropia? (metodo PRK)

Essere ipermetropi Ipermetropiasignifica avere occhi troppo piccoli, per cui la focalizzazione delle immagini non avviene sulla retina, ma virtualmente dietro di essa. Per poter correggere il difetto bisogna usare lenti positive oppure lenti a contatto o effettuare un trattamento con il laser ad eccimeri. Al paziente disteso sul lettino, si instillano due gocce di collirio anestetico sulla cornea, si posiziona un piccolo divaricatore per impedire la chiusura palpebrale, poi viene invitato a fissare una lucina rossa intermittente, che serve da punto di fissazione, e quindi il chirurgo esegue il trattamento laser che consiste nel rimodellare la cornea potenziandone il potere refrattivo. Si applica quindi sulla cornea una lente a contatto morbida neutra per proteggere il nuovo epitelio corneale che si riformerà velocemente nel giro di 4-5 giorni. Ci aspettiamo una perfetta riepitelizzazione esattamente come quando ci facciamo un piccolo graffio, le cui tracce scompaiono nel giro di qualche giorno: la cornea e la pelle infatti hanno la stessa derivazione embriogenetica e si comportano quindi nella ricostruzione allo stesso e identico modo. La lente a contatto verrà rimossa dopo 4 giorni.

C’è la possibilità che per errore si possano creare danni agli altri tessuti oculari profondi?

No, perché se l’occhio dovesse spostarsi rispetto alla perpendicolare del fascio laser, questo si arresta automaticamente e si può riprendere subito dopo senza alcun inconveniente. Il laser agisce come una lucidatrice superficiale, mediante una “radiazione ultravioletta ad alta intensità”, e non può penetrare più di 8 micron per diottria sulla cornea, che mediamente è spessa 550 micron. I dati relativi all’occhio da trattare vengono impostati su computer da un ingegnere informatico, che affianca l’oculista, e tengono conto anche dell’età del paziente, perché a 20 anni il trattamento viene leggermente accentuato così da neutralizzare eventuali variazioni future della ipermetropia.

Si riesce con questi trattamenti ad eliminare totalmente l’ipermetropia?

Si in quasi tutti i casi: il paziente deve essere informato sul tipo di laser che il chirurgo si appresta ad usare, perché solo i laser ad eccimeri di ultima generazione, quelli che hanno non più di 3-4 anni, sono in grado di correggere con precisione i difetti visivi e ridurre quasi a zero il rischio di complicanze. E’ possibile trattare l’ipermetropia da 1 a 6 diottrie mediante laser ad eccimeri. Poiché l’intervento viene leggermente accentuato, nei primi tempi il paziente riesce a vedere bene da vicino ma non molto bene da lontano. Nei giorni seguenti vedrà sempre meglio anche da lontano. Il risultato dipende soprattutto dall’esattezza dei dati forniti dall’oculista, dalla tecnica che usa e dal tipo di laser che viene utilizzato.

Ma che cosa succederà dopo 10-20 anni dall’intervento?

Assolutamente nulla, perché la situazione si stabilizza dopo pochi mesi, e anche chi dovesse in futuro essere sottoposto ad intervento di cataratta o glaucoma non andrebbe incontro a problemi.

E se rimanesse un difetto visivo dopo l’intervento?

Si può ritoccare con il laser, ed in ogni caso è possibile correggere il residuo difetto visivo con occhiali o lenti a contatto di modesta gradazione.

Che cosa succederà quando un ipermetrope trattato con il laser diventerà presbite, dopo i 40 anni?

Dovrà mettersi un paio di occhiali per vicino, ma di gradazione inferiore a quella che verrebbe prescritta a un presbite che non ha subito alcun trattamento, perché certi tipi di laser hanno un effetto leggermente multifocale. All’età di 50 anni a un ipermetrope, che quindi è anche già presbite, si può consigliare se lo desidera un trattamento differenziato , eliminando totalmente la ipermetropia da un occhio e accentuando il trattamento sull’altro occhio, in modo da lasciare una diottria di miopia, ciò che permette un’

ottima visione per lontano da un occhio e una soddisfacente visione per vicino dall’altro occhio,

consentendo così di uscire di casa senza alcun occhiale, e potendo conseguire la patente di guida senza l’obbligo di lenti. Ciò viene talvolta eseguito, su precisa richiesta di pazienti che non vogliono più avere a che fare con alcun tipo di occhiali o per soddisfare particolari esigenze come nel caso dei subacquei, che devono vedere bene sott’acqua in lontananza e poter consultare i manometri da vicino.

Che cosa sono i ritocchi?

Alcuni pazienti talvolta hanno dovuto essere sottoposti a distanza di tempo ad un ritocco. Ogni oculista ha la sua casistica, ma è certo che il risultato dipende soprattutto dall’esperienza dell’oculista, dagli strumenti diagnostici che usa, e dal tipo di laser utilizzato. Quindi il miglior chirurgo virtuale è quello che non fa ritocchi. I Media si sono interessati dell’argomento laser e poiché i più grandi gruppi mondiali nel campo dell’ottica sono italiani si è volutamente fatta una pubblicità negativa a questo intervento perché con 4 milioni di pazienti già trattati con il laser, ne hanno risentito i loro fatturati. Gli ottici infatti lo sconsigliano anche perché loro vendono occhiali!

L’oculista, considerando che esistono severe controindicazioni, deve valutare il test della lacrimazione, la pressione oculare, e soprattutto lo spessore, la regolarità della superficie corneale, il diametro della pupilla al buio, valori che si ottengono solo mediante uno strumento che si chiama Orbscan, (fondamentale per non commettere errori, e che solo pochi centri oculistici posseggono) potrà allora ad un soggetto motivato consigliare questo trattamento. Il successo e la pubblicità di questi trattamenti è anche dovuto all ‘effetto lifting, perchè non essendo più costretti a contrarre i muscoli palpebrali, perioculari e frontali per vedere meglio, vedranno appianarsi inestetiche rughe con un apprezzabile ringiovanimento del viso. Nei casi di notevole differenza visiva tra un occhio e l’altro, spesso l’unica possibilità per conseguire la patente è il trattamento laser (la legge non consente di utilizzare per ciò che riguarda le lenti differenze superiori alle 3 diottrie). Di fondamentale importanza dopo il trattamento laser sono i controlli che vanno effettuati il 1°, 3°, 6°, 15° e 30° giorno, poi altri 3 controlli nei primi 6 mesi. Alcune persone che hanno eseguito il trattamento laser all’estero, o in un centro lontano da casa, non si sono più fatte controllare dall’oculista, che deve valutare la trasparenza corneale e la pressione oculare, e talvolta hanno dovuto rifare l’intervento, perché sono sopravvenute complicanze. Ogni caso è diverso, e diversa quindi è la terapia a base di colliri che si deve seguire.