Retinopatia diabetica

Il diabete è una malattia che provoca un accumulo di glucosio nel sangue, per un’insufficienza di insulina. Il glucosio in eccesso incrosta i vasi sanguigni rendendoli fragili e specialmente a livello della retina e del rene provoca talvolta emorragie e trombosi. Mediante l’esame del fundus oculi e la fluoroangiografia si riescono ad evidenziare mediante fotografie in serie la retina, il nervo ottico e le zone ischemiche, aree in cui scarseggia l’ossigenazione di questi tessuti. In queste aree che ricevono poco ossigeno si creano nuovi vasi sanguigni per portare più ossigeno ad un tessuto che non ne ha a sufficienza, ma questi vasi neo formati sono molto fragili e tendono o a rompersi con conseguenti emorragie o a chiudersi con conseguenti trombosi.

Il diabete determina una notevole varietà di manifestazioni extraoculari e oculari.

”Retinopatia

Tenere presente che il 2-3% della popolazione italiana è affetta da diabete che oggi costituisce ancora una delle più importanti cause di cecità nell’adulto, insieme alla retinopatia ipertensiva che colpisce i soggetti con ipertensione arteriosa e che provoca danni anche più gravi del diabete.

Infatti a distanza di 5 anni la retinopatia diabetica si riscontra nel 3% dei soggetti diabetici, a distanza di 10 anni in circa il 20%, a distanza di 20 anni in circa l’80% e infine dopo 30 anni nel 90% dei casi.

Inoltre esiste un rapporto lineare tra la frequenza con cui viene riscontrato glucosio nelle urine e la frequenza della retinopatia.

Importante per il soggetto è tenere presente che un buon controllo metabolico (dieta, farmaci, esercizio fisico), attuato precocemente, riduce notevolmente la frequenza e la gravità della retinopatia.

Attualmente i mezzi a disposizione per una corretta terapia non sono in grado di fare regredire nè di arrestare l’evoluzione delle lesioni retiniche in atto.

Per questa ragione sono da privilegiare interventi di tipo preventivo.

All’aggravarsi della retinopatia, contribuisce la presenza di altri fattori come l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia, gli squilibri ormonali in gravidanza.

”Retinopatia

Il mezzo più efficace per contrastare l’evolversi della malattia è il trattamento argon laser che agendo sulle aree ischemiche impedisce spesso la neoformazione dei fragili vasi sanguigni neoformati. Se il paziente oltrechè diabetico è anche affetto da ipertensione arteriosa ed è un fumatore e conduce una vita sedentaria, non segue una dieta appropriata ed è anche affetto da ipertensione oculare si ha un devastante effetto somma che danneggia il sistema circolatorio retinico con grande rischio nel giro di un certo numero di anni di andare incontro a cecità.

Parametri importanti per un corretto controllo metabolico

  • Glucosio nel sangue (da mantenere sempre entro limiti normali);
  • glucosio nelle urine (da evitare in modo più assoluto);
  • curva di glucosio nel sangue: serve per determinarne i valori durante tutto l’arco della giornata che non devono discostarsi dai valori limite;
  • importanza della dieta e della terapia in rapporto all’attività svolta dal paziente.

Fattori di rischio concomitanti ed aggravanti

  • Grassi nel sangue (dislipidemia)
  • ipertensione arteriosa;
  • malattie renali;
  • gravidanza;
  • fumo;
  • ipertensione oculare (glaucoma).

Occhio e diabete

Prevenzione primaria:

  • prevenzione eugenetica
  • educazione e igiene alimentare (in particolare rapporto tra apporto calorico, peso corporeo ed esercizio fisico)

Prevenzione secondaria (diagnosi precoce della malattia diabetica)

Compenso metabolico immediato e stabile:

  • dieta;
  • riduzione del peso corporeo nel diabete grasso dell’età adulta;
  • esercizio fisico costante e moderato;
  • terapia medica (ipoglicemizzanti orali, insulina);

Eliminazione e controllo mediante un corretto approccio terapeutico dei fattori di rischio concomitanti.

 

Prevenzione terziaria (diagnosi precoce della retinopatia in uno dei quattro stadi).

  • Corretta attuazione della prevenzione secondaria;
  • terapia parachirurgica: laserterapia (da valutare caso per caso a seconda delle metodologie applicabili; in ogni caso riduce al 60% le possibilità di cecità);
  • chirurgia retinica (in casi particolari);
  • vitrectomia (in casi particolari);