Paura del laser

Chi ha paura del laser

Paura laserSull'argomento laser si sono viste trasmissioni televisive impostate scientificamente ed altre impostate sul talk-show. Chi le informazioni per questi trattamenti le ha apprese soprattutto attraverso TV commerciali sicuramente si sarà spaventato, ma come è già stato detto nella rubrica "Che cosa hanno detto i media del trattamento laser" sorge il dubbio che dietro questi show ci fossero degli interessi commerciali da difendere. Parlando infatti ai congressi internazionali con colleghi oculisti di tutto il mondo si è appreso che solo in Italia si è assistito alla spettacolarizzazione e drammatizzazione di questo intervento. Negli Stati Uniti sono stati eseguiti una decina di milioni di interventi. Attualmente per chi ha dei difetti visivi e vuole arruolarsi nella polizia o nell'esercito nei reparti speciali non è consentito l'uso di occhiali o lenti a contatto per cui si ricorre al trattamento laser. Dopo l'attentato alle due torri l'11 settembre sono aumentate le richieste di trattamenti laser perché le persone con importanti difetti visivi si sono rese conto che dipendere da un paio di occhiali, in situazioni di panico o di emergenza, come un'evacuazione precipitosa da un grattacielo di migliaia di persone, purtroppo può costare la vita.

Le informazioni a cui bisogna dar retta sono quelle della testimonianza di chi lo ha già fatto. Altre informazioni rischiano di essere distorte da motivi di interesse. Molte persone hanno un rifiuto psicologico perché associano il laser a qualcosa che taglia o che potrebbe accecare o che può sfuggire di mano al chirurgo. Niente di più errato. Il tipo di laser usato per questi interventi è il laser ad eccimeri, un'invisibile radiazione ultravioletta che agisce con dolcezza per alcune decine di secondi sulla superficie corneale dell'occhio come una lucidatrice, e non può quindi assolutamente provocare danni ai tessuti sottostanti, neppure se il chirurgo si distraesse. Teniamo presente che i tipi di laser usati in oculistica sono di tipo diverso e vengono impiegati su strutture oculari differenti. L'excimer laser agisce sulla cornea che è un tessuto molto robusto (anche se non sembra), ha la stessa struttura embriogenetica della pelle (sostanzialmente la differenza è che lo strato superficiale della pelle è pigmentato mentre la cornea è trasparente), e si comporta esattamente come questa, quando ci si procura una lievissima e superficiale escoriazione, di cui non rimane più alcuna traccia già dopo 2-3 giorni. Intervengono infatti processi ricostruttivi di cicatrizzazione che riepitelizzano allo stesso modo sia la pelle che la cornea che è stata rimodellata con il laser. Neppure con la biomicroscopia già dopo alcuni giorni, si è in grado di capire se è stato eseguito un trattamento laser. In definitiva da un punto di vista biologico la cornea corre lo stesso rischio che corre la vostra pelle e cioè che non si ricicatrizzi dopo una lieve escoriazione. Un rischio improbabile se si tratta di persone sane. Infatti una delle maggiori controindicazioni a questo intervento è proprio quella di persone che hanno malattie che interferiscono con una buona cicatrizzazione cutanea. Una delle cose peggiori che potrebbe succedere, se i dati non sono esatti, è che non venga corretto interamente il difetto visivo e quindi si debba ripetere il trattamento laser, cosa che è comunque possibile eseguire anche 2-3 volte. Alcune volte per correggere difetti visivi molto elevati si può intervenire parzialmente sulla totalità del difetto e a 8-9 mesi di distanza eseguire il trattamento per correggere la parte residua. Nella nostra casistica mai abbiamo avuto pazienti con danni oculari biologici.   E' fondamentale quindi verificare che non ci siano controindicazioni, che il paziente abbia capito bene cosa il chirurgo si appresta a fare, e nel caso che abbia intenzione di sottoporsi a questo trattamento forniamo il modulo del consenso informato almeno 15 giorni prima dell'intervento. Coloro che sono timorosi e vogliono togliersi altri dubbi, se lo desiderano, possiamo metterli in contatto con pazienti che l'hanno già fatto con noi, fornendo il loro numero telefonico. Il trattamento laser si può fare con due tecniche abbastanza simili. La prima tecnica detta PRK ( Photo Refractive Keratectomy) consiste nel lucidare lo strato superficiale della cornea detta membrana di Bowman. Il laser agisce rimodellando questa membrana, appiattendola di 10 millesimi di millimetro per ogni diottria da correggere nel caso della miopia. Così se si ha una miopia di 4 diottrie , questa si potrà eliminare assottigliandola di 40 millesimi di millimetro nella parte centrale: un normale foglio di carta A4 ha uno spessore di un decimo di millimetro, quindi questo trattamento comporta un rimodellamento di uno spessore pari a ¼ di foglio A4. Lo spessore medio corneale di ogni individuo è di 550 millesimi di millimetro.

La seconda tecnica detta Lasik prevede invece un taglio con un microtomo per ottenere una sottile fettina della cornea senza staccarla in modo da ottenere un lembo a cerniera. Sollevando questo lembo di cornea si esegue il trattamento laser sulla rimanente parte di cornea sottostante così come nel caso della PRK e poi si ripone il lembo sulla cornea.

Molti chirurghi scelgono la PRK per miopie fino a 10-12 diottrie e la lasik per miopie più elevate. Molte altre motivazioni condizionano le scelte della tecnica da usare ma sarà comunque il chirurgo a seconda dei casi a scegliere con il paziente il tipo di intervento. Noi preferiamo nelle altissime miopie utilizzare l'inserzione di una lente intraoculare oppure la sostituzione del cristallino se il paziente ha già qualche opacità dello stesso.