Occhio Rosso

Tutti quei pazienti che arrivano nel mio studio mostrandomi il sacchetto di colliri già provati, in pratica mi comunicano che con molta probabilità il problema, che deve essere preso in considerazione, è di carattere medico-generale.

Esaminare gli occhi di un paziente senza neppure fare una dettagliata anamnesi generale è l'errore più frequente che viene commesso. La maggior parte delle persone che si fanno visitare da un oculista ha un occhio rosso o non ci vede bene. Tutti gli occhi rossi vengono etichettati come "congiuntivite" sia dagli oculisti che dai pazienti, e quasi sempre vengono trattati prima dal farmacista, che alla distanza di un metro dietro il bancone ha già fatto la diagnosi ed è pronto a consegnargli un flaconcino di collirio spesso a base di antibiotici e cortisone, che sono i due ingredienti di cui cono composti la maggioranza dei colliri.

Il collirio funzionerà in genere se il paziente è affetto da congiuntivite batterica, ma non funzionerà se la congiuntivite è virale. Se l'arrossamento dipende da reazioni allergiche funzionerà finchè se lo metterà perché contiene cortisone, però poi l'occhio tornerà rosso come prima quando smetterà di mettere il collirio. Quelli che non riescono a risolvere il problema dopo il tentativo del farmacista si rivolgono al loro medico di famiglia che non essendo un oculista e sapendo che il cortisone è controindicato per certe patologie a cui può dar luogo come glaucoma e cataratta, prescrive un collirio a base di antibiotici. Il paziente dopo questo percorso ha già fatto una piccola scorta di colliri che non hanno risolto il problema e allora il loro medico di famiglia prescrive una visita oculistica all'ASL, che considerati i tempi biblici e pure quelli supplementari, riuscirà a vedere un oculista due o tre mesi dopo se è molto fortunato… ma sempre con l'occhio rosso. All'ASL locale il paziente aspetta come minimo una mezz'ora e poi viene ricevuto da uno specialista spesso molto giovane. Frequentemente il problema dell'occhio rosso è legato al fatto che il paziente ha un difetto visivo e quindi se non porta occhiali specialmente il soggetto ipermetrope e l'astigmatico che svolgono attività continuative come la lettura, il lavoro prolungato al PC, la visione della TV alla sera o la guida prolungata, vanno incontro ad arrossamento oculare e nessun collirio risolverà mai il loro problema.

In molti casi la prescrizione ottica non è difficile ma in certi casi è tutt'altro che semplice, e anche se l'oculista ha tra i suoi strumenti il "Refrattometro" quello che viene comunemente chiamato il computer della vista, "l'oracolo degli ottici", in base ai dati che fornisce vengono prescritti un paio di occhiali. Le generazioni di oculisti che nel loro DNA hanno il gene del computer, perché questa è l'era del computer che ha rivoluzionato la nostra vita e rivoluzionerà ancora di più il nostro futuro, prendono spesso per oro colato come fanno anche gli ottici i dati del refrattometro come validi. Gli occhiali che verranno eseguiti utilizzando questi dati hanno una certa probabilità di essere sbagliati e quindi ecco comparire l'occhio rosso, perchè anche se il paziente vede bene con quegli occhiali, può insorgere dopo un pò che legge o guarda la televisione affaticamento oculare, bruciori, sfuocatura delle immagini e talvolta mal di testa o lacrimazione. Anche uno solo di questi sintomi ha nella stragrande maggioranza dei casi un solo colpevole: l'occhiale è da rifare perché non più adatto o perché sbagliato fin dall'inizio.

La soluzione quindi è mettere gli occhiali giusti. Certe volte è sufficiente un piccolo astigmatismo obliquo non corretto bene per scatenare tutte queste problematiche e talvolta per essere individuato richiede tempo.

Ma perché questi "computer della vista" non sempre forniscono i dati giusti?" L'occhio è un sistema visivo elastico dotato di due lenti, la cornea ed il cristallino che è il nostro autofocus che ci permette di mettere a fuoco gli oggetti velocemente a tutte le distanze ed è regolato dal muscolo ciliare che si contrae e si distende. Poiché il cristallino è una lente potentissima che varia continuamente (100.000 contrazioni al giorno) vengono eseguite diverse misurazioni e poi viene fatta una media. E' sufficiente che il paziente sia ansioso, emotivo o che strizzi leggermente le palpebre per ottenere valori diversi da quelli reali sia che si tratti di astigmatismo, miopia o ipermetropia. Le persone giovani hanno un cristallino molto elastico e quindi i dati del refrattometro sono poco affidabili, mentre oltre i quarant'anni i dati sono più affidabili perché il cristallino è meno elastico.

In ogni caso è l'oculista che deve interpretare i dati e decidere quale è la correzione ottica "giusta" che deve quindi risolvere due problemi: vedere il meglio possibile e non stancarsi nel lavoro visivo prolungato. Se non sono verificate entrambe le due condizioni l'occhio andrà incontro ad affaticamento ed arrossamento perché il muscolo ciliare per cercare di fornire una buona visione deve fare molte più contrazioni e un muscolo che lavora di più ha bisogno di più ossigeno che è fornito dai globuli rossi del sangue, convogliato dai vasi sanguigni e quindi quest'ultimi si dilateranno per aumentare la loro portata con la conseguenza finale di avere gli occhi rossi.

I colliri quindi in questi casi non servono a nulla ed ecco perché alcune persone passano da un oculista all'altro, cambiano collirio ma non cambia niente. Esistono poi altre cause di arrossamento che sono principalmente la secchezza oculare per scarsa lacrimazione che ha diverse cause ed è frequente dopo i 50 anni, ragioni ambientali (scarsa umidità degli ambienti) le allergie in generale, e poi altre cause come le patologie riguardanti la sfera digestiva, le gastriti, le coliti le insufficienze epatiche e l' assunzione di certi farmaci come gli antidepressivi. I colliri lubrificanti ed antiallergici hanno un effetto temporaneo sulle prime due cause secchezza e allergia, ma non servono a niente quando i responsabili sono cause generali. Mi sono dilungato su questo argomento per far capire quali sono le conseguenze di queste considerazioni. Le lunghe attese per ottenere una visita oculistica sono dovute al fatto che le visite alle ASL si devono svolgere in non più di 10 – 15 minuti altrimenti non si riesce ad accontentare gli altri che aspettano. Queste visite sono quindi frettolose per mancanza di tempo da parte di chi esegue la visita. Certe volte per fornire l'occhiale giusto ci si mette anche più di 15 minuti per le ragioni esposte sopra.

Quasi sempre il paziente esce con una prescrizione di un collirio che metterà per qualche giorno o per più tempo a seconda delle patologie riscontrate. Non potendo approfondire e talvolta l'oculista sapendo molto poco di medicina generale, perché quasi nessun oculista ne ha fatto pratica. Il paziente viene considerato affetto da congiuntivite cronica da causa non chiara, e continua per mesi ed anni a passare da un oculista all'altro cambiando collirio ma non risolvendo mai il problema. L'instillazione di colliri continuativa specialmente quelli a base di cortisone e di antibiotico ma anche quelli che "sbiancano" (i vasocostrittori) l'occhio per qualche ora, anche se poi tutto torna come prima come riferiscono i pazienti, creano delle altre patologie all'occhio dette iatrogene (da farmaci) che possono provocare cataratta e glaucoma all'occhio ma anche resistenza agli antibiotici perché tutto ciò che si mette in un occhio viene comunque assorbito dall'organismo attraverso i canalini lacrimali, il sacco lacrimale e le mucose nasali. Si creano così nuove patologie, lunghe code negli ambulatori, grandi costi e danni per i pazienti che continuano a girare senza risolvere i problemi, ma ottimi guadagni per le industrie farmaceutiche.

La maggior parte delle patologie legate all'occhio rosso quindi non necessitano di alcun collirio… ma ormai i pazienti che hanno fatto sempre uso di colliri sono come i drogati e quindi diventa difficile spiegare che il loro problema si risolve diversamente. Qualche volta l'occhio rosso è dovuto alle allergie ai metalli delle amalgame dentarie, che spesso contenevano il mercurio, uno dei veleni più potenti che si conosca in natura e che può avere con la sua lenta dismissione in bocca, effetti deleteri soprattutto a livello cerebrale e provocare tutta una serie di sintomatologie che vanno dal mal di testa ad altre patologie di cui non si riesce a stabilire la causa. Mi capita quindi ogni tanto di fare eseguire radiografie mirate delle arcate dentarie superiori ed inferiori per la ricerca di eventuali foci settici (infezioni sostenute da streptococchi o stafilococchi che emettono tossine) e per documentare lo stato delle amalgame dentarie che sono state impiantate anche molti anni prima. Con gli esami ematologici per la ricerca degli ioni dei metalli pesanti e anche analizzando il capello si è in grado di stabilire se esiste un avvelenamento, perchè si ritroverá in questi elementi una maggior concentrazione di certi ioni metallici. Sembra che la causa di morte di Napoleone Bonaparte si riuscì a stabilire anche molto tempo dopo, proprio attraverso l'analisi dei capelli che contenevano alti dosaggi di cianuro. La soluzione in questo caso sarebbe quella di rimuovere le amalgame che sono il serbatoio dei veleni che si diffondono a poco a poco in modo costante in tutto l'organismo. Alcuni pazienti che presentano l'occhio rosso resistente a qualsiasi terapia sono affetti da questo tipo di patologie. Solo alcuni dentisti cosiddetti biologici sono in grado di rimuovere le amalgame dentarie e bonificare eventuali processi infettivi dell'apparato masticatorio che sono responsabili talvolta di questo tipo di patologie. Spesso quindi non prescrivo nessun collirio e quindi il paziente si stupisce anche dopo che gli ho spiegato quali sono le ragioni vere del suo arrossamento oculare.

Prescrivo quindi spesso un collirio lubrificante che non danneggia il loro occhio. Faccio solo un esempio che è emblematico di queste problematiche per non tediare ulteriormente il lettore. Un giorno visitai una signora, che come molte altre, aveva il suo bel sacchettino di flaconcini di colliri che inizia a mettere sulla mia scrivania dicendomi: lei è il quarto oculista che consulto e mi ha consigliato di venire da lei una mia carissima amica. Aveva un prurito terribile agli occhi e aveva già fatto tutto gli esami per le allergie ma non risultava nulla: erano già stati prescritti tutti i collori antiallergici possibili, ma il problema era sempre lì.

Ho chiesto alla paziente come andava la sua digestione, e ne venne fuori che era piuttosto lenta e faticosa. La stesi sul lettino con suo grande stupore, palpai l'area epatica, e premetti sul punto cistico che doleva leggermente.

Le consigliai un'ecografia dell'addome superiore con particolare riguardo alla cistifellea, e dagli esami eseguiti, risultò che era affetta da calcolosi. Il suo medico di famiglia era rimasto molto stupito dalla insolita richiesta fatta da un oculista e si era messa a ridere. La paziente fu operata e il prurito sparì. La bulirubina contenuta nella cistifellea, che viene normalmente secreta a livello intestinale per concorrere alla digestione, si era accumulata nel sangue provocando così il sintomo del prurito oculare. Altre volte l'occhio rosso è la spia di un'ipertensione arteriosa sistemica o di una pressione oculare elevata che può portare al glaucoma.

Tutto questo racconto può essere utile ad evidenziare quanto è importante il contesto generale, perchè comunque, il 20% delle patologie dell'occhio rosso non hanno nulla a che vedere con le patologie dell'occhio ma ne sono solo un riflesso.